IMMIGRAZIONE

Rapporto 2024 dell'Osservatorio interistituzionale sulle persone straniere nella Città metropolitana di Torino

Pubblicato il 07/01/2026 - Autore: Luisa Mondo

Il 16 dicembre 2025 presso la Sala della Cavallerizza Reale di Torino, è stato presentato il Rapporto 2024 dell'Osservatorio interistituzionale sulle persone straniere nella Città metropolitana di Torino.
 
Il tema di fondo della XXVII edizione del rapporto, curato da IRES Piemonte e Università di Torino, sono le sfide dalla stabilizzazione, con l’intento di far emergere, dall’elaborazione e commenti raccolti ed elaborati dalle tante istituzioni coinvolte,  gli elementi di criticità e le buone pratiche che caratterizzano i percorsi, vari e diversificati, delle persone straniere che investono risorse nel permanere sul territorio.
Come ogni anno il servizio Sovrazonale di Epidemiologia è stato coinvolto nella stesura del capitolo relativo alla salute. Assessorato alla Sanità Regione Piemonte Servizio Sovrazonale di Epidemiologia ASL TO3 Persone straniere e salute.
 
Si è partiti dall’osservazione che quasi ¼ dei parti che si registrano in Piemonte e sul territorio della città metropolitana sono di donne straniere, le quali confermano di avere un modello riproduttivo più intenso e più anticipato rispetto alle italiane. Le gestanti straniere accedono più tardiva mente, rispetto alle indicazioni delle linee guida, alla prima visita in gravidanza, hanno un maggior rischio di parti pretermine e, all’opposto di nati a termine grossi per età gestazionale. L’essere migranti e in gravidanza rende vulnerabili al disagio psichico perinatale. Con minime differenze e un andamento in diminuzione, si confermano tassi di mortalità perinatale, neonatale e post neonatale maggiori tra i neonati con genitori stranieri.
 
Per quanto riguarda i ricoveri, nella popolazione straniera vi è un maggior rischio di degenze non programmate. Con il procedere della stabilizzazione delle diverse collettività straniere, cresce la presenza di persone anziane: occorre integrare sanità pubblica e servizi sociali, migliorare l’informazione su prevenzione e patologie croniche e semplificare l’accesso. Si precisa che la fragilità è spesso legata a condizioni di esclusione e precarietà più che a vulnerabilità personali: servono spazi di parola e orizzonti di senso per passare dal protagonismo alla reciprocità. Si ribadisce  quindi che è necessario investire tempo e risorse in campagne di comunicazione multilingue e mediazione culturale.
 
 


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fasi del ciclo di vita profilo di salute stranieri

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