Pubblicato il 16/10/2018 - Autore: Alessandro Migliardi

A giugno di quest’anno è stata rilasciata la Versione 3 di MoDem, uno strumento utile alla composizione di relazioni demografiche. Il modello proposto fornisce uno schema per la produzione di relazioni demografiche, utili alla costruzione di profili della struttura demografica della popolazione piemontese a diversi livelli territoriali.
Lo strumento restituisce un cruscotto sintetico indicativo del livello di ‘vivacità demografica’ espresso dal territorio in questione utilizzando uno score complessivo che sintetizza punteggi pesati di 15 indicatori di carattere socio-demografico che tengono conto della variazione temporale e spaziale rispetto ad un valore benchmark di riferimento rappresentato dalla media regionale.
Questo nuovo rilascio si distingue dai precedenti per una nuova veste grafica, per un arricchimento e aggiornamento degli indicatori e delle fonti proposte, per uno nuovo cruscotto di sintesi e rappresentazione della dinamicità demografica espressa dai territori, per un nuovo esempio di applicazione del prototipo al territorio dell’Area metropolitana Centro.
Di seguito l’esempio del cruscotto di vivacità demografica applicata al territorio dell’Area metropolitana Centro.
L’analisi sintetica degli indicatori consente di quantificare la ‘vivacità demografica’ del Distretto ‘Area Metropolitana Centro’ con un punteggio di 9,5, evidenziando una situazione complessiva di ‘vivacità demografica’ medio‐bassa.

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Istat e Regione Piemonte, attraverso rispettivamente la Sede regionale e l’Ufficio di Statistica, hanno realizzato l’Annuario Statistico Regionale per l’anno 2025, una ragionata e articolata raccolta di dati ed indicatori statistici relativi ai territori piemontesi e desunti dal ricco patrimonio informativo prodotto dai due enti.
La nona edizione dell’Annuario dedica il suo spazio alle seguenti tematiche: ambiente, demografia, salute e stili di vita, sicurezza, istruzione e cultura, sport, turismo, lavoro, economia, ricerca e innovazione, mercato immobiliare, trasporti e telecomunicazioni.

CoEsDi, CoMoDi e CARE: 3 strumenti per capire quali fattori di rischio hanno un peso maggiore sulle disuguaglianze, quali di essi sono più influenzati dalle differenze socio-economiche, quali sono le azioni di promozione e prevenzione della salute caratterizzate da un’esplicita attenzione al contrasto delle disuguaglianze.