Pubblicato il 09/02/2026 - Autore: Nicolás Zengarini

È stato pubblicato su Journal of Epidemiology & Community Health l’articolo “Mortality by income in the elderly population in Italy: new evidence from an innovative microdata integration” (doi: 10.1136/jech-2025-224857), frutto di una storica collaborazione tra SEPI e ISTAT.
Perché questo studio è importante
Quando si studiano le disuguaglianze di salute, spesso ci si scontra con un limite molto concreto: i dati economici individuali sono raramente "collegabili" ai dati sanitari e di mortalità. Per questo, nella pratica, si usano spesso indicatori indiretti come istruzione o indici socioeconomici territoriali.
In questo lavoro, invece, abbiamo potuto utilizzare il reddito individuale: un indicatore più vicino alle condizioni materiali di vita (risorse, sicurezza economica, possibilità di protezione) e quindi particolarmente informativo, soprattutto nelle età anziane. Il risultato è che il gradiente sociale della mortalità emerge con maggiore chiarezza, e con meno “rumore” dovuto ai proxy.
Cosa abbiamo fatto
Lo studio è una coorte retrospettiva nazionale che include tutta la popolazione residente in Italia di età ≥65 anni (circa 12,8 milioni di persone al 31/12/2018). Il reddito individuale 2018, derivato da archivi amministrativi fiscali e previdenziali, è stato collegato agli esiti di mortalità nel 2019.
Le analisi sono state condotte separatamente per uomini e donne, stimando i Mortality Rate Ratios (MRR) con modelli di regressione (binomiale negativa) e controllando per età, e poi per un set di fattori socio-demografici e territoriali (istruzione, stato civile, area geografica).
Cosa abbiamo trovato
Il messaggio principale è lineare, e robusto: la mortalità diminuisce progressivamente all’aumentare del reddito. Anche dopo gli aggiustamenti, le differenze restano marcate. In particolare, nel confronto tra la classe di reddito più bassa e quella più alta, la mortalità risulta più elevata tra i meno abbienti:
In altre parole: a parità di età e tenendo conto di istruzione, stato civile e area di residenza, il reddito rimane uno dei predittori più forti della mortalità negli anziani.
Oltre i numeri: cosa "misuriamo" quando misuriamo il reddito
Misurare meglio le disuguaglianze non serve solo a confermare ciò che “si sa già”. Serve a rendere visibili i meccanismi che le producono e le mantengono nel corso della vita:
Il reddito, in questo senso, non è solo un numero: è una sintesi operativa di vulnerabilità e possibilità.
Un messaggio di sanità pubblica (e di tenuta civile)
C’è anche un tema più ampio, che vale la pena nominare con sobrietà: viviamo una fase in cui il baricentro del dibattito pubblico rischia di spostarsi dalla prevenzione e dal welfare verso una narrazione di “sicurezza” intesa solo come deterrenza e controllo. Ma difesa e welfare non sono alternative: la sicurezza è anche capacità di tenuta nelle crisi (economiche, climatiche, ambientali, sanitarie).
Se prevenzione, servizi e protezione sociale si comprimono, quel gradiente — già netto — rischia di inclinarsi ancora. Continuare a misurarlo con strumenti migliori è anche un modo per non normalizzare una violenza “lenta”: quella che non fa notizia, ma accorcia le vite.
Riferimento
Zengarini N, Coppola L, Grande E, et al. Mortality by income in the elderly population in Italy: new evidence from an innovative microdata integration. Journal of Epidemiology & Community Health 2026. doi:10.1136/jech-2025-224857.
Tag:
mortalità reddito indicatori individuali di posizione socioeconomica flussi informativi amministrativi
Il seminario, tenutosi a Palermo il 13 novembre 2025 presso l’Assessorato Regionale della Salute, si è proposto di aggiornare gli operatori di sanità pubblica impegnati nelle attività del Piano Regionale di Prevenzione sui progressi del progetto di trasferimento di competenze dal Servizio di Epidemiologia ASL TO3 della Regione Piemonte al Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico della Regione Sicilia. 
Dall’8 all’11 aprile 2025 presso il Gran Hotel Salerno si è tenuto il XLIX Congresso dell’Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE) sul tema: Epidemiologia tra contrasti e nuovi bisogni di salute dedicato quest’anno agli aspetti di contrasto tra la salute nelle aree urbane e nelle aree interne, al contrasto nella salute nel rapporto tra settore privato e pubblico, ancora al tema dell’autonomia sanitaria differenziata tra regioni e infine a due visioni differenti della saluta basate la prima sulla prevenzione collettiva e la seconda sulla medicina personalizzata. Il congresso ha inteso esplorare il contributo che l’epidemiologia può dare nel trovare un delicato equilibrio tra queste forme di contrasto.

E’ stato pubblicato sul Bollettino epidemiologico nazionale edito dall’Istituto superiore di sanità, lo strumento appositamente realizzato dagli operatori del Servizio di Epidemiologia dell’ASL TO3 per facilitare la scelta dei territori più disagiati socialmente e più bisognosi di salute sui quali gli operatori della prevenzione hanno potuto orientare interventi e azioni in ottica equity oriented nell’ambito dei diversi programmi predefiniti e liberi che compongono il Piano Regionale di Prevenzione piemontese 2020-2025 e le sue articolazioni a livello locale.