Pubblicato il 16/02/2026 - Autore: Roberta Onorati

Il gruppo di lavoro del Servizio di Epidemiologia dell’ALS TO3 dedicato allo studio delle autoviolenze e alla prevenzione delle disuguaglianze nei comportamenti giovanili, in collaborazione col Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università di Torino, ha approfondito tramite l’analisi delle prestazioni in emergenza, il fenomeno dell’autolesionismo non suicidario (NSSI) tra gli adolescenti.
L’obiettivo è comprendere come determinanti individuali e contestuali influenzino i percorsi assistenziali e l’utilizzo dei servizi sanitari, stimando i bisogni e proponendo strategie di prevenzione mirate alle specificità territoriali.
L’ultimo studio, pubblicato online su Public Health e disponibile tramite la piattaforma PubMed, dal titolo: Adolescent non-suicidal self-injury, contextual and area-level inequalities: Insights from ten years of emergency department visits in northern Italy (Borraccino A, Onorati R, Migliardi A, Mamo C. Public Health. 2026 Jan 27:252:106172. doi: 10.1016/j.puhe.2026.106172), si basa su un’analisi retrospettiva degli accessi al pronto soccorso per autolesionismo non suicidario nel periodo 2011 - 2021.
In sintesi, il paper analizza i dati amministrativi relativi a prestazioni in Pronto Soccorso per NSSI di individui di età compresa tra 5 e 19 anni residenti nella regione Piemonte. Utilizzando tre indicatori territoriali – l’indice di deprivazione socio-economica regionale, la classificazione delle Health Action Zones (HAZ) e la classificazione nazionale delle Aree Interne – il lavoro esplora l’associazione tra fattori contestuali e la frequenza di accesso ai servizi di emergenza.
I risultati mostrano una maggiore probabilità di visite per NSSI tra adolescenti che vivono in aree meno deprivate, con evidenze più marcate tra le adolescenti e i ragazzi di età 15-19 anni. Inoltre, emerge un gradiente chiaro in relazione alla marginalità territoriale, con probabilità più alte di accesso da zone periferiche e intermedie rispetto ai Centri. Queste associazioni restano significative anche dopo aggiustamenti per età e stratificazioni per i tre indicatori contestuali, suggerendo che indicatori tradizionali di deprivazione possono non cogliere completamente le vulnerabilità emergenti, e che accesso differenziale ai servizi e percorsi di richiesta di aiuto svolgono un ruolo centrale nella comprensione dei modelli di uso dei servizi di emergenza.
Lo studio sottolinea l’importanza di considerare fattori strutturali e contestuali nella pianificazione di strategie preventive e di intervento per l’autolesionismo non suicidario tra i giovani e richiama l’attenzione sulla necessità di approcci di salute pubblica che integrino conoscenze epidemiologiche con modalità di intervento attente alle caratteristiche del territorio.
Tag:
differenze geografiche e determinanti sociali di salute Pronto Soccorso comportamenti adolescenziali

Il gruppo di progetto del Sepi dedicato al tema della non autosufficienza intende sostenere le capacità regionali di misura e studio della distribuzione dei problemi di limitazione funzionale, con stima dei bisogni e monitoraggio e valutazione dei percorsi assistenziali. Per una particolare categoria eziologica di disabilità, quella derivante da mielolesioni, di natura traumatica e non, sono in corso da tempo studi longitudinali tesi a valutarne eziologia, comorbilità, trend di sopravvivenza.

Nell’ambito della quattordicesima Conferenza europea Excellence in Pediatrics (EiP), che si è tenuta ad Amsterdam dall’1 al 3 dicembre 2022 dedicata al tema del miglioramento della salute dei bambini e degli adolescenti a livello globale, il Servizio di Epidemiologia dell’ASL TO3 in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche (Università di Torino) ha partecipato con il contributo: I ricoveri nei pronto soccorso per comportamenti autolesionistici non suicidari tra gli adolescenti in Italia: uno studio trasversale retrospettivo di undici anni

La violenza verso soggetti vulnerabili, compiuta più frequentemente da familiari e conoscenti, rappresenta un problema in gran parte nascosto e sottostimato. Il Pronto Soccorso (PS) rappresenta il setting ideale per identificare vittime di abusi e maltrattamenti ripetuti.